Tomismo per tutti: una piccola ma essenziale guida filosofica

Andiamo controcorrente, giudichiamo il libro dalla copertina: un morbido San Tommaso, penna e libro alla mano, in estasi mistica, dipinto dall’inconfondibile pennello del maestro Giovanni Gasparro.

Mica male come inizio. A Roberto Marchesini, psicologo, scrittore e conferenziere, non manca il senso del bello. E il Bello, come sempre, non può che essere accompagnato dal Vero. 

Il suo “Tomismo per tutti” (Sugarco Edizioni, 2025) è un’agile quanto piacevole introduzione al mondo del pensiero dell’Aquinate, un bel distillato di storia e filosofia per avventurarsi alla scoperta di un gigante della fede e della ragione, spesso follemente derubricato a semplice studioso cristiano, buono al massimo per medievisti curiosi e preti un po’ troppo rigidi.

Follia, appunto, specie se si considera come al suo opposto la filosofia moderna sia andata a invischiarsi in un pantano di psicologismi e astrusità che lei stessa ha contribuito a creare, da Cartesio in poi.

Roba cervellotica, per intellettuali, che nulla ha a che vedere con il concreto realismo del sistema aristotelico-tomista classico e medievale. D’altronde Marchesini mette subito le cose in chiaro: il suo “non è un libro per dotti, medici e sapienti”. E visto il livello di chi oggi passa per “esperto” possiamo dire di essere ben felici di accontentarci.

In ogni caso è proprio la semplicità di un'esposizione cristallina, confrontata alla profondità dei concetti, a fare la forza di questa piccola opera per "piccoli".

Letto il primo essenziale excursus bio e agiografico, si viene presto accompagnati in pieno territorio aristotelico, tra forma e materia, sostanza e accidenti, essenza ed essere.

Niente panico: dietro a parole a primo impatto aliene, inusuali per chi è a digiuno o non ha mai studiato filosofia, c’è sempre, immancabilmente, la realtà concreta delle cose. E non può essere altrimenti. 

Provate a spiegare a un bambino che 2+2 fa 4 senza usare le dita, i gessetti sulla lavagna, i regoli. Impossibile.

L’uomo è creatura sensibile: tocca, guarda, mangia, e solo dopo ragiona e immagina. Il pensiero inizia dal basso, dal quotidiano, dal familiare. E una volta che lo si è ben capito con un sistema filosofico solido, si può poi iniziare a salire la scala per la teologia senza che l’altezza della meta ci faccia venire la nausea o le vertigini.

Perchè lo spirituale può e deve accordarsi al terreno, elevando il pensiero razionale senza contraddirlo. E con San Tommaso la fede - parola imbarazzante, schernita, proibita per i moderni - diventa ragionevole. Perchè semplicemente torna a essere quello che è sempre stata: non una pia illusione, non un sentimento, ma il potenziamento della ragione umana donato da Dio per comprendere le cose di Dio.

Summa di questo percorso verso il cielo è la raccolta delle XXIV tesi, che espongono i principi base dell’ontologia (studio dell’essere), la cosmologia (studio della materia), la psicologia (studio dell’anima) e la teologia naturale (studio di Dio alla luce della ragione). Ma non ci si aspetti dell’arido intellettualismo: gli inni eucaristici e la bella “lettera a uno studente” di Tommaso ci rivelano l’aspetto più mistico e umano del Doctor Angelicus, vero filosofo e vero santo. 

Piccola chicca finale, la “biografia chiacchierata” da al lettore le indicazioni necessarie per orientarsi in uno studio virtualmente infinito e attuale: nel capitolo sul futuro del tomismo, Marchesini evidenzia il ritorno alla filosofia aristotelico-tomista come potenziale soluzione al problema mente-corpo

E a questo punto, terminato il “breve e semplice corso”, l’unico limite per il tomista in erba è davvero la curiosità.